3 - Chiesa di Santa Barbara - Monumento ai Caduti

Le case a sbalzo

Trascrizione audioguida

La chiesa di Santa Barbara si erge con eleganza nel cuore del borgo, proprio dove un tempo si apriva la porta principale della rocca medievale.

L’edificio attuale è la terza chiesa dedicata alla santa costruita in questo luogo.
La prima, probabilmente una piccola cappella, si trovava fuori le mura, nella zona di Casa Peloso, ed è andata perduta tra il Settecento e l’Ottocento.
La seconda, più piccola, di circa novanta metri quadri, era situata all’interno del castello e fu distrutta dal terremoto del 1799.
La terza, che vediamo oggi, fu progettata dall’architetto Giacomo Cantoni, costruita tra il 1813 e il 1814 e consacrata il 24 ottobre dello stesso anno.

L’interno, in stile neoclassico, conserva due tele del pittore Filippo Bigioli, un organo a canne realizzato tra il 1843 e il 1844 da Francesco Santilli da Caldarola, e una croce astile in lamina d’argento e d’oro datata 1457.
Particolarmente significative sono le tele raffiguranti la Madonna del Rosario, Sant’Antonio da Padova e il Martirio di Santa Barbara.

Proprio nel punto in cui oggi si trova la facciata della chiesa, si apriva un tempo la porta principale del castello, demolita per far spazio al nuovo edificio sacro.
Un’altra porta, quella centrale, è ancora oggi visibile nella sua imponenza lungo via Nazareno Strampelli, in piazza.
Dopo il sisma del 1799, anche questo accesso venne murato. Nell’interspazio tra le due porte fu realizzato il forno della comunità, destinato alla panificazione pubblica.

Capace di cuocere contemporaneamente circa 130 pagnotte da un chilo, il forno restò attivo fino alla metà degli anni Sessanta del Novecento.
Per decenni rappresentò non solo un servizio collettivo essenziale, ma anche un importante luogo di incontro.
La grande porta murata, oggi ancora intatta, attende di essere riaperta per tornare alla sua funzione originaria.

Poco distante, sorge il Monumento ai Caduti, eretto nel 1921 per volontà della cittadinanza che volle onorare i diciassette giovani crespetani caduti durante la Prima guerra mondiale.
Il progetto originario, troppo costoso, fu sostituito da una stele in pietra, semplice ma solenne, su cui sono collocate due lapidi con i nomi dei caduti delle due guerre mondiali e dei conflitti precedenti.
Sopra di esse si staglia un altorilievo in marmo, raffigurante una Vittoria alata che guida una quadriga.
Questa è l’unica opera in stile liberty presente nel borgo.

Sul retro della stele è incisa una copia del bollettino della vittoria firmato dal generale Armando Diaz il 14 novembre 1918.

Passeggiando tra i vicoli del centro, si possono ancora ammirare due suggestive case a sbalzo, tipiche dei borghi alto-medievali.
Queste costruzioni furono realizzate per ampliare il piano abitativo superiore, senza restringere i passaggi sottostanti.
Si distinguono per la trabeazione in legno di quercia, su cui si innestano i muri in mattoni, decorati con modanature e rifiniti con chiodi passanti, che uniscono la parete esterna a quella interna.
Sotto i terrazzamenti, un tempo, transitavano i carri carichi di merci: un dettaglio semplice ma ingegnoso che racconta molto della funzionalità degli spazi medievali.

Crispiero è anche il paese natale di Fausto Busontoni, conosciuto come capitano Faustino, nato qui nel 1516.
Fin da giovanissimo intraprese la carriera militare, prima nelle truppe locali, poi tra le fila dei Della Rovere di Urbino, successivamente al servizio del Papato, e infine nelle milizie del principe Marc’Antonio Colonna.
Fu proprio quest’ultimo a nominarlo governatore della rocca di Paliano, incarico che Busontoni ricoprì con abilità e rigore fino alla sua morte, avvenuta nel 1569.
In segno di riconoscenza, fu sepolto a Roma, nella basilica dei Santi Apostoli, per volontà dello stesso Colonna.

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1 - Il Cassero

2 - Casa di Nazareno Strampelli

3 - Chiesa di Santa Barbara - Monumento ai Caduti

4 - La Chiesiuola

5 - La Lunetta della Madonna

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