In uno dei quartieri più antichi di Castronovo si trova la Chiesa di Santa Caterina di Alessandria, conosciuta anche come Chiesa della Badia, per la presenza, fino al XIX secolo, di un’abbazia guidata da una Madre Badessa.
L’edificio attuale fu costruito nel 1523 sulle rovine di una chiesa più antica, dedicata a Santo Stefano Protomartire, che sorgeva accanto a un convento di suore.
Nel 1790 la chiesa fu restaurata e assunse l’attuale stile architettonico: una combinazione tra elementi romanici e corinzi.
Al suo interno si riconosce la mano del maestro Antonio Messina.
La chiesa, a navata unica, presenta un altare maggiore in marmo, sopra il quale si erge la statua di Santa Caterina d’Alessandria. Tra i dipinti più importanti si segnalano Lo Sposalizio di Santa Caterina, La Pietà e Sant’Antonio Abate, attribuiti a Fra Fedele di San Biagio.
Tra le opere presenti, spicca la transenna del coro, realizzata in legno traforato, con una balaustra finemente intagliata. Al centro è visibile uno stemma dipinto su tela, raffigurante l’emblema di Castronovo.
All’esterno, il quartiere conserva ancora la memoria delle sue origini arabe. Ai piedi della Montagna Reale, in corrispondenza di due sorgenti, sorsero infatti i casali del Rabat e del Rakal-Biat, sviluppatisi tra il XII e il XIII secolo. Nell’urbanistica del periodo arabo,il rabat indicava il sobborgo situato fuori dalle mura di un castello o di una città fortificata, abitato per lo più dalle fasce popolari.
Era qui che si concentravano le attività artigianali più umili: concerie, tintorie, fondaci e piccole case di operai. L’impianto urbanistico di oggi conserva ancora le tracce di quel passato, come dimostrano i nomi delle vie: Via Arabi ricorda gli antichi abitanti, Via Bagni evoca la presenza di bagni pubblici arabi, Via Conceria richiama le attività artigiane che si svolgevano in zona.
Al centro del quartiere si trovano ancora una fontana e un lavatoio pubblico, che un tempo – con le loro acque – alimentavano tutti i mulini situati più a valle.
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