Nel cuore del centro storico si innalza il Cassero: simbolo identitario del borgo e sentinella di pietra che veglia sulla valle da secoli.
Le sue origini risalgono al 1301, anno in cui fu costruito il Castrum, la struttura fortificata che costituiva il fulcro dell’antico castello “Raimondo”.
La torre del Cassero, la più alta dell’intero sistema difensivo, era composta da tre corpi sovrapposti. Il primo, con base a scarpa, era alto circa 20 metri; il secondo 16. Vi era anche un torricino circolare terminale, di circa 8 metri, che crollò in seguito al terremoto del 1799 e non venne più ricostruito.
All’interno si trovava una grande sala con ballatoi e feritoie, da cui le guardie potevano controllare tutto il territorio circostante. I vari livelli erano collegati da scale in corda o a pioli, rimovibili in caso d’assedio.
In caso di pericolo, il Cassero trasmetteva segnali d’allarme – con torce, fuochi o bandiere – alle fortificazioni vicine.
Oggi, rimasto isolato nel tessuto urbano, conserva intatta la sua austerità e magnificenza, grazie alla pietra arenaria a vista che lo rende protagonista assoluto della piazza.
Tra il 1382 e il 1385, per volontà di Giovanni Da Varano, signore di Camerino, la torre fu integrata in un sistema difensivo più ampio, che comprendeva le mura perimetrali del castello e una torre di avvistamento, oggi inglobata nel campanile della chiesa di San Biagio.
Questo impianto faceva parte di una rete militare ancora più vasta, nota come l’Intagliata: un sistema di torri, fossati e muraglioni che si estendeva per oltre dodici chilometri, da Pioraco fino a Torre Beregna.
La chiesa di San Biagio, adiacente al Cassero, è un altro tassello fondamentale della storia architettonica del borgo.
Costruita inglobando le strutture preesistenti del castello, viene citata per la prima volta in un documento del 1330.
Danneggiata dal terremoto del 1799, fu ampliata e dotata di una nuova facciata, arricchita da lesene, marcapiani e timpano. Nel 1906, un grave incendio ne compromise l’interno, che fu quasi interamente ricostruito.
Oggi, si presenta a navata unica, con tre altari a nicchia, un’abside semicircolare e un soffitto a volta in cannucciato, illuminato da lunette finestrate. Sul lato orientale, dalla sagrestia, si accede direttamente al campanile, ricavato da una delle torri dell’antico castello.
Accanto alla torre del Cassero, tra il 1867 e il 1870, venne costruito il Palazzo Comunale, proprio sul sito dell’antica porta d’ingresso al castello.
Negli anni Venti, all’interno del Municipio, fu realizzato il Teatro Comunale, la cui facciata si armonizza con la verticalità del Cassero.
La sala interna, a ferro di cavallo, è decorata da stucchi e presenta un soffitto affrescato nel 1929 (con una raffigurazione allegorica del governo fascista) dal gruppo La Decorativa.
Prima di diventare un teatro, lo spazio ospitava feste da ballo, documentate almeno dal 1871, soprattutto durante il periodo carnevalesco.
Sempre all’interno del Palazzo, dal 2009, ha sede il Museo Nazionale del Costume Folcloristico, nato con il supporto scientifico della FAFIT e di esperti in demoetnoantropologia.
Il museo espone una vasta collezione di costumi tradizionali, provenienti da gruppi folcloristici, cortei storici e sbandieratori di tutte le regioni italiane.
A completare la piazza, proprio di fronte al Cassero, si trova la Fontana dei Leoni, costruita nel 1893 in concomitanza con l’acquedotto comunale.
I suoi quattro leoni in ghisa, rivolti verso i punti cardinali, conferiscono eleganza e simmetria all’intero spazio urbano.
Alle spalle della piazza, si trova invece la Stazione Ferroviaria, inaugurata nel 1885.
Costruita su un terrapieno artificiale, ha purtroppo cancellato le tracce dei fossati e delle mura occidentali dell’antico castello.
Questo nucleo centrale di Castelraimondo raccoglie, in pochi passi, secoli di storia, trasformazioni urbanistiche e testimonianze culturali.
Ogni pietra, ogni angolo, sembra avere qualcosa da raccontare: tra difesa e devozione, tra autorità e partecipazione, il cuore del borgo continua a parlare con voce forte e autentica.
Borgo Racconta is a registered trademark of
BweB – PiccolaGrandeItalia.TV