3 - Teatro Bertagnolio

XIX secolo

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Trascrizione audioguida

A Chiaverano, alla fine dell’Ottocento, venne costruito il Teatro Civico, offrendo finalmente uno spazio dedicato agli spettacoli di tradizione popolare piemontese che fino ad allora si svolgevano all’aperto o sotto la tettoia di una casa, con un semplice tendone a fare da sipario.

Su progetto del maestro Bonaventura Bertagnolio, Chiaverano si dotò così di un vero teatro.

Il 23 dicembre 1897 fu fondata la Società Filodrammatica, con l’obiettivo di coniugare beneficenza e cultura, favorendo l’istruzione e l’educazione attraverso l’intrattenimento.

Uno dei protagonisti della sua storia fu Luigi Ravera Chiòn, detto Vigin, che contribuì alla costruzione dell’edificio, divenendone in seguito socio, amministratore e presidente; carica che mantenne fino alla metà del Novecento.

Il teatro nacque grazie a un prestito iniziale di 8.000 lire e si presentava come un fabbricato rettangolare, con balconata sul fondo, palcoscenico e panche, il tutto costruito su un terreno affittato. Le prime rappresentazioni furono Il Giudizio Universale e alcune sacre rappresentazioni.

Già nel 1899, la stagione teatrale, chiamata “campagna”, comprendeva drammi profani come “La Mugnaia di Ivrea”, con manifesti affissi nei paesi limitrofi per promuovere gli spettacoli. Il costo dei biglietti era di 50 centesimi per le sedie, 40 per le panche in galleria e 30 per la platea. La società offriva anche abbonamenti, garantendo agli spettatori almeno 25 recite a stagione, con eventuali spettacoli aggiuntivi gratuiti per gli abbonati.

Nel 1904, il teatro fu affidato per tre mesi alla compagnia di Ferruccio Petroni, che registrò introiti significativamente superiori rispetto alla Filodrammatica locale. Nel frattempo, proseguiva la missione benefica del teatro che si manifestava attraverso iniziative come spettacoli di raccolta fondi per la scuola serale, esibizioni di musicisti non vedenti e la riserva di due posti d’onore ogni quindici giorni per gli alunni migliori delle scuole del paese.

Nel 1907, iniziarono le sperimentazioni cinematografiche con l’acquisto della cosiddetta “lanterna magica”, un proiettore per immagini fisse. Tuttavia, l’esperimento si rivelò un fallimento e nel 1910 il dispositivo venne venduto a un certo Boaro di Ivrea, che, stando alle fonti, non saldò mai il pagamento.

Nel frattempo, poiché le entrate dipendevano esclusivamente dagli spettacoli, la Società Filodrammatica attraversò alcune difficoltà economiche e nel 1912 il teatro chiuse.

L’anno successivo si ipotizzò l’acquisto di un cinematografo, ma lo scoppio della Prima Guerra Mondiale sospese ogni iniziativa. Negli anni ’20, in segno di riconoscenza verso il maestro Bertagnolio — che aveva rinunciato alla sua gratifica annua di 300 lire — l’amministrazione fece realizzare una gigantografia in suo onore, collocata nella Sala dell’Amministrazione. In segno di gratitudine reciproca, il maestro donò al teatro alcune scenografie da lui stesso dipinte.
Infine, nel 1928, il Teatro Sociale gli fu ufficialmente intitolato.

Tra gli anni ’30 e ’50, grazie all’impegno del dottor Enea Riccardino, animatore della vita culturale locale, il teatro venne abbellito, ridipinto e arricchito. In questi anni divenne la sede di una compagnia teatrale giovanile, guidata da esperti registi, che riuscì a organizzare vere e proprie stagioni di prosa.

Negli anni ’70, il teatro fu chiuso per motivi di sicurezza, ma in seguito venne ristrutturato e riportato al suo antico splendore.

Nel 2003, in risposta alla richiesta dell’amministrazione comunale di una programmazione culturale, nacque Morenica – teatro, musica e danza a Chiaverano. Dal 2022, il Comune ha affidato la gestione del Teatro Bertagnolio alle associazioni Tecnologia Filosofica e Andromeda che ogni anno organizzano la stagione autunno/inverno di Morenica NET, in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo e con il sostegno di altri enti del territorio.

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1 - Lago Sirio

2 - Museo del fabbro

3 - Teatro Bertagnolio

4 - Chiesa parrocchiale di San Silvestro Papa

5 - Chiesa di Santo Stefano di Sessano

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