Il Santuario della Santissima Trinità di Casnigo si trova a circa 700 metri di altitudine, su una collina alle pendici del Monte Farno. La zona è stata frequentata fin da tempi molto remoti, come indicano reperti preistorici rinvenuti nell’area. Durante il Medioevo, qui sorgeva una torre di guardia che permetteva il controllo della media Valle Seriana.
La struttura del santuario si è sviluppata in tre fasi successive. La parte più antica, precedente al 1491, era una semplice cappella, oggi incorporata nel portico antistante l’ingresso principale. Successivamente, l’edificio fu ampliato con un’aula che presenta affreschi dell’epoca. Infine, tra il 1575 e il 1596, fu aggiunta un’ulteriore sezione, caratterizzata da un’aula più ampia e dal grandioso affresco del Giudizio Universale (che copre una superficie di ben 39 metri quadri). Attribuito a Cristoforo Baschenis il Vecchio, occupa tutto il timpano murario che chiude l’aula, sopra il presbiterio.
Quest’opera vale alla chiesa l’appellativo di “Cappella Sistina della Bergamasca”.
La scena è suddivisa in due registri: in alto, Cristo Giudice tra la Madonna, San Giovanni e una schiera di santi; in basso, la resurrezione dei corpi con la separazione dei beati dai dannati. Di particolare impatto è la rappresentazione dell’Inferno, dove una bocca mostruosa inghiotte i dannati, tra cui figure ecclesiastiche, a testimonianza di una critica sociale dell’epoca.
Sull’altare maggiore è collocato un polittico realizzato da Giovanni Marinoni e da suo figlio Antonio, composto da sei pannelli disposti su due livelli.
Degno di nota è anche il gruppo scultoreo in terracotta policroma raffigurante i Re Magi, legato a una tradizione locale che si rinnova ogni 5 gennaio, con il corteo notturno dei Magi che scendono in paese.
Il santuario conserva inoltre un coro ligneo in noce risalente alla fine del Seicento, attribuito a Ignazio Hillipront, già autore della sacrestia della parrocchiale di San Giovanni Battista a Casnigo.
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