Il Museo Archeologico della Fondazione De Palo-Ungaro nasce nel 2000 per iniziativa della professoressa Teresa De Palo-Ungaro, con l’obiettivo di dotare Bitonto di uno spazio espositivo dedicato ai reperti della civiltà peuceta. La collezione raccoglie i materiali rinvenuti negli scavi effettuati nel territorio comunale, in particolare dalla necropoli di Via Traiana, databili tra il VI e il III secolo a.C. Oltre ai reperti archeologici, il museo ospita una biblioteca, una pinacoteca e l’archivio storico comunale.
La cultura peuceta, caratterizzata da una forte credenza nella vita oltre la morte, prevedeva l’inumazione del defunto in posizione fetale, accompagnato da un corredo funerario ricco di oggetti considerati utili nell’aldilà. L’esposizione museale è organizzata in tre sale che ricostruiscono l’evoluzione sociale e culturale di questo popolo attraverso la trasformazione dei corredi funerari.
Nella prima sala si trovano i reperti più antichi, tra cui un elmo corinzio, una punta di giavellotto e un vaso cantaroide con decorazioni geometriche; il tutto risalente alla prima metà del VI secolo a.C.
Di particolare interesse è il corredo della cosiddetta “tomba della tartaruga”, risalente al III secolo, che include un rhyton raffigurante la testa dell’animale, un cratere a mascheroni e una kylix. Nella stessa sala si trova anche il corredo di un atleta, identificabile grazie alla presenza di uno strigile e alla decorazione della ceramica a figure rosse, dove una Nike alata incorona un vincitore.
La seconda sala ospita il corredo della sola tomba a semicamera rinvenuta a Bitonto, datata al IV secolo a.C. Il corredo da simposio è particolarmente raffinato. Presenti anche oggetti metallici, tra cui un tripode, alcuni spiedi, una grattugia e un attizzatoio. Di notevole importanza è un cratere a mascheroni che raffigura il defunto. Un’altra tomba della stessa epoca conserva una statuetta in terracotta raffigurante una donna seduta, probabile rappresentazione della defunta.
Nella terza sala sono esposti corredi provenienti da sepolture rinvenute a Ruvo di Puglia. Tra questi, un corredo del V secolo a.C.
Di particolare interesse sono le fibule in argento e bronzo, i pendenti in ambra e i vaghi in pasta vitrea di produzione fenicia, l’unico manufatto orientale trovato a Bitonto. Alcune tombe risultano riutilizzate. La cosiddetta “tomba dei monili” presenta tracce di due deposizioni successive, con oggetti metallici come strigili, forchettoni, spiedi e un ricco assortimento di ceramiche.
Due sepolture appartenenti a guerrieri, rinvenute a Ruvo, offrono una panoramica sulle pratiche funerarie aristocratiche. La “tomba A”, databile tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a.C., comprende un servizio da simposio e oggetti metallici come punte di giavellotto e coltelli in ferro. La “tomba B”, di fine IV secolo a.C., contiene un cinturone in bronzo e una moneta d’argento di Heraclea, deposta presso la mandibola del defunto, probabilmente con funzione apotropaica o come obolo per Caronte.
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