2 - Casa di Nazareno Strampelli

Le fontane pubbliche

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La frazione di Crispiero si trova a circa sei chilometri da Castelraimondo. Di probabile origine romana, è attestata per la prima volta in un documento del 1240 e conserva ancora oggi le tracce del suo passato fortificato. 

Un tempo nota come Rocca di Fanula o Castello di Guardia, faceva parte di un articolato sistema difensivo che collegava i Monti Sibillini alle valli dei fiumi Potenza e Chienti. A testimoniare quella storia restano le torri, affiancate da affascinanti abitazioni medievali di grande valore architettonico.

La piccola frazione custodisce un luogo carico di memoria: la casa natale di Nazareno Strampelli, figura chiave nella storia dell’agricoltura italiana del Novecento.

Genetista e agronomo, Strampelli fu uno dei principali protagonisti della rivoluzione agricola del secolo scorso. I suoi studi sulla selezione genetica del grano portarono alla creazione di varietà più produttive e resistenti.
Il suo lavoro ebbe un impatto che superò i confini nazionali, collocandolo tra i pionieri assoluti della moderna genetica agraria.

La casa in cui nacque, costruita nei primi anni dell’Ottocento su edifici preesistenti, riflette lo stile e le esigenze della borghesia agraria locale.

A differenza delle abitazioni circostanti, si distingue per una scala ampia, luminosa e finemente disegnata, chiaro segno dello status sociale di chi vi abitava.
All’interno si susseguono eleganti ambienti di rappresentanza, a partire dal salone centrale, attorno al quale si aprono diverse stanze di ricevimento: il salottino in stile cinese, la sala del pianoforte, lo studio padronale, e altri spazi pensati sia per la vita privata sia per l’accoglienza degli ospiti.

A pochi passi di distanza, troviamo una fontana pubblica: un’altra traccia concreta del progresso. Fu installata nel 1911 dopo la realizzazione del nuovo acquedotto comunale.
Fino ad allora, l’acqua doveva essere trasportata dalle sorgenti esterne, con grandi disagi per la popolazione.
L’arrivo dell’acqua corrente cambiò radicalmente la vita quotidiana degli abitanti, che poterono finalmente contare su tre fontane in ghisa, tuttora visibili e funzionanti.

Ma non mancarono le difficoltà. Durante i mesi estivi, la siccità costringeva spesso a interrompere l’erogazione.

Un poeta locale immortalò con ironia questa situazione in una canzoncina popolare, che ancora oggi strappa un sorriso:

Fu fatta una proposta alquanto umana
per avere fino a noi l’acqua vicina.
Analizzata e ritenuta sana,
si fece venir qui l’Acqua Lupina.
In ogni angolo fu messa una fontana
che buttasse da sera a mattina,
ma si può chiamare Rocca asciutta,
perché la fonte c’è, ma l’acqua non butta.

Nonostante gli inconvenienti, quelle fontane rappresentarono una conquista sociale fondamentale e, ancora oggi, raccontano un frammento autentico della storia urbana e civile di Crispiero.

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1 - Il Cassero

2 - Casa di Nazareno Strampelli

3 - Chiesa di Santa Barbara - Monumento ai Caduti

4 - La Chiesiuola

5 - La Lunetta della Madonna

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