10 - Castello di Lagopesole

XIII secolo

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Trascrizione audioguida

Il castello di Lagopesole, luogo federiciano per eccellenza, sorge su un’altura che domina la sottostante Valle di Vitalba. Lo si raggiunge percorrendo la strada statale che da Potenza conduce a Melfi, dalla quale lo si può ammirare in tutta la sua imponenza.

Si tratta di una delle ultime residenze volute dall’imperatore Federico II di Svevia, che tra il 1242 e il 1250 trasformò un preesistente fortilizio normanno in un’opera grandiosa.

La sua storia, però, inizia molto prima. Già nel XII secolo Lagopesole fu teatro di incontri di rilievo tra figure di spicco del tempo, come Ruggero II, Lotario III e Papa Innocenzo II. Nel 1416 il feudo passò al conte Sergianni Caracciolo, entrando nello Stato di Melfi, e successivamente, nel 1531, ai Doria, che ne conservarono il possesso fino all’abolizione della feudalità nel 1806. Il castello servì come centro amministrativo per le attività dei Doria, che ne curarono la manutenzione fino al 1969, anno del passaggio al demanio statale. Da allora, una serie di restauri avviati negli anni ’70 ha riportato il castello al suo splendore attuale.

Oggi, il castello si presenta come una poderosa struttura rettangolare, con ambienti distribuiti su due livelli intorno a due cortili. Il cortile maggiore accoglie i saloni di rappresentanza, le stanze decorate con capitelli scolpiti raffiguranti flora e fauna locali e la cappella palatina, un elemento raro nelle costruzioni federiciane. Nel cortile minore si trovano il dongione, baluardo difensivo, e un complesso termale riportato alla luce durante gli scavi. Gli interventi di Federico II e dei suoi architetti hanno lasciato un’impronta indelebile: nell’ala nord aggiunsero alcuni camini, pregiati bagni tecnologicamente avanzati e una scala nell’ala ovest. Inoltre, costruirono ex novo il dongione con pietre estratte direttamente nel cortile.

Un dettaglio affascinante è il ritrovamento, nel 1746, di colonne in marmo verde antico, che furono trasportate a Napoli e utilizzate per decorare la cappella palatina della Reggia di Caserta.

Oggi il Castello, gestito dal Ministero della Cultura, ospita il Nucleo Carabinieri Forestale di Castel Lagopesole e il Reparto Carabinieri Biodiversità – Potenza. Dopo anni di chiusura il maniero federiciano è stato di recente riaperto al pubblico e oggi sono visitabili il Cortile Maggiore, la Cappella Palatina e, al piano superiore, il “Museo dell’Emigrazione Lucana” che racconta storie di chi ha lasciato questa terra in cerca di futuro altrove. Gli orari di apertura sono consultabili nel portale e nella app “Musei Italiani” e nel sito web dei “Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa”:  https://melfivenosa.cultura.gov.it/

Informazioni

Gli orari di apertura sono consultabili nel portale e nella app Musei Italiani e nel sito web dei Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa

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1 - Arco della Piazza

2 - Monumento di Emanuele Gianturco

3 - Basilica Pontificia Minore di Santa Maria del Carmine

4 - Ex Complesso Conventuale di Santa Maria degli Angeli

5 - Chiesa di Santa Lucia

6 - Chiesa di San Vito

7 - Lavatoio del Pantano

8 - Chiesa di San Filippo Neri

9 - Santuario della Madonna del Carmine

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