6 - Chiesa di San Vito

Prima metà del XVI secolo

Trascrizione audioguida

La Chiesa di San Vito, dedicata al santo patrono di Avigliano, si trova fuori dalle antiche mura del borgo ed è un luogo di grande devozione e interesse artistico. La sua origine rimane avvolta nel mistero, ma si sa che esisteva già prima del 1544.

Nel 1768, la chiesa fu oggetto di un restauro voluto dal maestro Paolo Sileo, sebbene l’entità dei lavori non sia del tutto chiara. Pochi anni dopo, nel 1780, fu costruita una sagrestia dietro l’altare maggiore, dotata di un piano superiore destinato all’abate. Proprio nello stesso anno, un violento temporale sradicò una grande quercia che, insieme a due olmi, arricchiva l’ambiente naturale intorno all’edificio.

Nel 1894 fu costituita la congregazione di San Vito, e l’anno successivo il santo fu proclamato compatrono di Avigliano, affiancando la Madonna del Carmine.

L’edificio, a navata unica, presenta una facciata rettangolare, addossata nel 1965 a quella originaria caratterizzata da un timpano triangolare seguente l’andamento delle due falde di copertura.

L’interno custodisce straordinarie opere d’arte che testimoniano la ricchezza artistica della chiesa.

Tra i dipinti, spiccano la tela di Girolamo Bresciano, realizzata nel 1640, raffigurante la Madonna di Monserrato con i santi Giuseppe, Lorenzo e Giacomo Maggiore, e quella di Gian Lorenzo Cardone, datata 1771, che rappresenta la Madonna con Bambino e i santi Apollonia, Francesco, Silvestro e Antonio.

Il capolavoro più significativo è però la grande tela della Vergine con il Bambino e i santi Vito, Modesto e Crescenza, recentemente attribuita dalla storica dell’arte Elisa Acanfora al pittore fiammingo Guglielmo Borremans, attivo in Basilicata agli inizi del XVIII secolo. Questa opera di grande formato è un esempio straordinario della capacità artistica di Borremans, famoso per la sua raffinatezza.

Un’altra tela degna di nota è la Madonna del Carmine, applicata su compensato e proveniente dalla demolita chiesa di San Giovanni. Si tratta di un’opera di ambito lucano, risalente al periodo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Sul raffinato altare maggiore, spicca un altare retablo settecentesco, che ospita tre statue lignee: San Vito, San Modesto e Santa Crescenza. Quest’ultima, datata 1793, porta la firma dello scultore Alessandro Troisi, originario di Melfi ma di formazione napoletana. Queste statue, simbolo della devozione popolare, vengono portate in processione ogni anno il 15 giugno, durante la festività di San Vito, un momento molto sentito dalla comunità.

La Chiesa di San Vito non è solo un luogo di culto, ma un vero e proprio scrigno di arte e storia, che merita di essere scoperto e ammirato per comprendere appieno la ricchezza culturale di Avigliano.

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1 - Arco della Piazza

2 - Monumento di Emanuele Gianturco

3 - Basilica Pontificia Minore di Santa Maria del Carmine

4 - Ex Complesso Conventuale di Santa Maria degli Angeli

5 - Chiesa di Santa Lucia

6 - Chiesa di San Vito

7 - Lavatoio del Pantano

8 - Chiesa di San Filippo Neri

9 - Santuario della Madonna del Carmine

10 - Castello di Lagopesole

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