L’edificio risale alla fine del XIII secolo ma il suo assetto originale fu modificato radicalmente tra il 1683 e il 1699, durante i lavori di ristrutturazione del Palazzo Bovio, diretti da Valentino dei Valentini. In quell’occasione, la struttura subì una riduzione longitudinale per permettere l’allargamento di Via Mercanti.
L’orientamento della cappella segue la tradizione antica est-ovest, con l’altare e l’abside rivolti a levante, secondo un simbolismo che richiama la luce divina.
L’edificio presenta due ingressi, affacciati su Via Mercanti e Via Vincenzo Rogadeo, caratterizzati da un aspetto sobrio e da un gusto classico. Un elemento di particolare interesse è il doccione leonino, visibile in alto.
All’interno: l’altare principale, risalente al 1606, è impreziosito da una mensa e da un dorsale tardo-rinascimentale che incornicia la Deposizione di Cristo, raffigurata con le pie donne, San Giuseppe d’Arimatea e Santa Caterina d’Alessandria, alla quale è dedicato un secondo altare. L’opera pittorica è attribuita a G.B. Oppido, pur mostrando evidenti influenze della Bottega di Alfonso di Cordoba.
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