Per oltre due secoli, questo edificio ha ospitato i governatori regi, molti dei quali hanno lasciato traccia della loro presenza attraverso lapidi visibili sia all’esterno che all’interno della struttura. La facciata, caratterizzata da un bugnato rustico, risale probabilmente al XV secolo e fu rimaneggiata nel XVI, come si deduce dalle due finestre situate a sinistra dell’ingresso, più ampie e dotate di davanzale aggettante. In contrasto, le tre finestre sulla destra, più semplici e lineari, sembrano risalire al Quattrocento.
L’ingresso è decorato con un bugnato levigato a raggiera e reca, nella pietra centrale, uno stemma fortemente rovinato, probabilmente quello cittadino. Ai lati, si trovano lapidi con iscrizioni ormai abrase dal tempo.
Salendo la scala che conduce agli antichi locali della Regia Curia, è possibile ammirare, sul pilastro della balaustra, una base di capitello in stile barocco. L’ampio ingresso dell’edificio porta, sulla sinistra, all’abitazione del governatore e, sulla destra, alla sala riunioni, che un tempo era destinata all’amministrazione della giustizia.
Dopo aver ospitato la Regia Corte per due secoli, l’edificio fu trasformato in carcere mandamentale.
Nel 1871 divenne sede della Scuola Serale Comunale di Disegno, voluta dal sindaco Vincenzo Rogadeo e destinata alla formazione di artigiani, scalpellini ed ebanisti. A dirigere la scuola fu chiamato Francesco Spinelli, a cui è dedicata la lapide presente nel cortile d’ingresso. L’istituto ottenne riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, con i suoi allievi premiati a Milano, Torino e Parigi. Tra i docenti che contribuirono al suo prestigio si ricordano Gaetano Spinelli, Gennaro Somma, Emanuele Saracino e Francesco Speranza.
Dal 2010, grazie al programma regionale Bollenti Spiriti, l’ex Regia Corte è stata riconvertita in Laboratorio Urbano, uno spazio pubblico dedicato alle politiche giovanili, alla cultura e all’ambiente. Il progetto, gestito dalla cooperativa sociale Ulixes, ha trasformato l’edificio in un centro dinamico denominato Officine Culturali, restituendolo alla comunità come luogo di formazione e aggregazione.
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