Palazzo Cioffrese è un maestoso esempio di architettura neoclassica, appartenuto all’antica, omonima, famiglia di origini borghesi, giunta in città nel XVIII secolo. La figura di Marco Seniore, esponente di rilievo del casato, emerge per la sua partecipazione alla Repubblica Partenopea e per l’incarico di Capo della Dogana, ottenuto nel 1807 da Gioacchino Murat. Grazie alla sua posizione e alle ricchezze accumulate, ebbe modo di edificare la propria dimora nel centro storico e una villa al mare a Santo Spirito.
L’edificio fu progettato dall’architetto Giovanni Mastropasqua, uno dei principali esponenti della cultura architettonica pugliese.
La costruzione si innesta su preesistenti strutture abitative medievali, come dimostra la parte posteriore del palazzo che poggia sulle antiche case-torre della Corte Maffei. La facciata in pietra scura è caratterizzata da un bugnato bombato e da un maestoso portale che introduce in un elegante vestibolo.
Attraversando l’androne, si accede a uno splendido cortile circolare, interamente decorato con bugne a liste. Questo spazio richiama il modello delle corti rinascimentali, ripreso all’inizio dell’Ottocento e diffuso per tutto il XIX secolo con l’eclettismo architettonico. A differenza delle corti medievali, chiuse e difensive, queste strutture si aprono all’accoglienza, esprimendo il prestigio e l’ambizione dei proprietari.
Nell’androne sono presenti due ingressi, un tempo adibiti a stalle e oggi utilizzati come depositi. Lo scalone d’accesso al piano nobile è particolarmente scenografico, con una loggia sostenuta da colonne in stile greco-egizio, mentre sul loggiato superiore si notano colonne di ordine dorico. Il richiamo all’architettura egiziana e greca riflette il crescente interesse per queste civiltà nel periodo napoleonico, alimentato dalle prime scoperte archeologiche. Le alte colonne scanalate, con il loro slancio verticale, evocano la monumentalità di un tempio antico.
Una grande finestra tra le colonne della loggia consente alla luce naturale di illuminare gli ambienti del piano nobile, creando un raffinato gioco di chiaroscuri.
Sul lato sinistro, dietro le colonne, una porta conduce ai sotterranei del palazzo, articolati su più livelli. Questi ambienti, destinati a vari usi nel corso del tempo, restano ancora in parte inesplorati, offrendo spunti per ulteriori studi e ricerche sulla storia del palazzo e della città.
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