Il complesso conventuale adiacente alla Chiesa di Santa Teresa deve la sua attuale configurazione ai Carmelitani che lo completarono intorno al 1740 su progetto dell’architetto napoletano Nicola Pacifico. L’edificio si distingue per le sue linee sobrie e imponenti, realizzate in bugnato, e per la monumentale scalinata che conduce all’ingresso.
Il portale d’accesso è impreziosito dallo stemma dei Carmelitani, affiancato da angeli con festoni, mentre il vestibolo presenta un portale barocco in pietra decorato con mascheroni apotropaici. Due paraste, con capitelli di ispirazione ionica, sono sormontate dall’immagine dell’Estasi di Santa Teresa, raffigurata nel momento in cui un angelo la trafigge al cuore con una freccia.
L’antico chiostro finestrato conserva ancora una vera di pozzo, testimone dell’autosufficienza idrica e alimentare dei monasteri e conventi dell’epoca. Intorno ad esso si sviluppano i corridoi, le cui aule richiamano l’originaria disposizione delle celle dei monaci.
Agli inizi dell’Ottocento, in seguito alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi, i frati carmelitani lasciarono la chiesa e il convento, che passarono ai Canonici Regolari Lateranensi nel 1819. Qui venne istituito un convitto per l’istruzione pubblica dei giovani, destinato a diventare un importante centro di cultura.
La struttura conventuale ospita ancora oggi il Liceo Classico Carmine Sylos, fondato nel 1865, dopo la soppressione della Canonica Lateranense avvenuta quattro anni prima e l’affidamento municipale dell’edificio e dell’annessa chiesa.
La canonica divenne celebre in tutto il Regno, accogliendo illustri docenti come il letterato Don Luigi della Noce, il canonico Giuseppe Comes, Francesco Spinelli e Michele Masotino. L’attività educativa, avviata nel 1818, si impose rapidamente come uno dei principali centri culturali della Puglia e del Mezzogiorno, contribuendo a formare generazioni di studiosi e intellettuali.
Figura chiave del rinnovamento fu il canonico Luigi della Noce di Rovescala, vicario dal 1827, uomo di spirito liberale e democratico, noto per i suoi studi di antichità e autore di un celebre vocabolario latino. Durante la sua direzione migliorò sia le strutture dell’istituto che i metodi didattici, avvalendosi di insegnanti d’eccellenza.
Il 31 ottobre 1865, con decreto regio firmato da Vittorio Emanuele II, la sede conventuale venne affidata a un Consiglio di Amministrazione di giurisdizione comunale. Il Liceo divenne così un istituto secondario, con una formazione che si estese non solo al campo umanistico, ma anche agli studi tecnici e pratici. Dopo due secoli di tradizione culturale, oggi la scuola ospita sia il Liceo Classico che il Liceo Linguistico Statale, istituito nel 2002.
Numerosi studenti offrirono la propria vita per la patria. Una lapide in bronzo, posta a sinistra del portale d’ingresso, ne conserva la memoria. Tra loro spicca il sergente maggiore Michele Speranza, medaglia d’oro al valore, caduto in Libia nel 1911, a cui è dedicata un’aula. Il canonico della Noce è ricordato con un busto in pietra collocato in uno dei corridoi della scuola, a testimonianza del suo straordinario contributo all’educazione bitontina.
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