Il palazzo, straordinario fondale scenico della piazza, rappresenta la massima espressione dell’architettura civile rinascimentale a Bitonto. Il suo attuale aspetto è il frutto di un lungo e complesso processo evolutivo che ha visto la trasformazione di preesistenti strutture medievali in un’elegante dimora signorile.
Nel 1573 l’edificio fu concesso in enfiteusi perpetua a Giovanni Alfonso Sylos, esponente di una nobile famiglia originaria di Burgos, giunta in Puglia nel 1503. L’accordo prevedeva l’obbligo di restaurarlo e, al termine dei lavori, nel 1584, il palazzo assunse il suo aspetto definitivo con l’aggiunta dell’elegante loggia affacciata sulla piazza più importante della città antica.
L’edificio si sviluppa su tre livelli fuori terra e un piano interrato, articolandosi in un nucleo principale, raccolto attorno a un cortile porticato di forma quadrangolare, e in un’ala aggiunta che si proietta verso Piazza Cavour. L’accesso è segnato da un imponente portale e impreziosito da due medaglioni raffiguranti ritratti imperiali di profilo. Oltrepassato l’androne, si accede al cortile, scandito su tre lati da una teoria di arcate su colonne.
Una scenografica scala a due rampe conduce al piano nobile, dove un ampio terrazzo-camminamento collega gli ambienti superiori. Nel corso dei secoli, questi spazi hanno subito frazionamenti tramite tramezzature posticce, alterando la configurazione originaria. Dei due vani voltati ancora esistenti, solo uno conserva l’ornato pittorico originale: una raffinata tempera con motivi liberty, risalente ai primi del Novecento.
La loggia superiore, elemento distintivo dell’edificio, si articola con una balaustra e una serie di arcate intervallate da grandi pilastri, ciascuno dei quali ospita una nicchia. Le sculture lapidee delle quattro Virtù cardinali, collocate all’interno delle nicchie, rivelano l’influenza delle maestranze dalmate attive a Bitonto nella seconda metà del Cinquecento.
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