La Chiesa del Crocifisso, situata nella zona est della città, affonda le sue radici nel testamento del reverendo Francesco Grisulli, il quale donò al Capitolo della Cattedrale il podere su cui sorgeva una cappella. Dopo oltre un secolo dalla donazione, nel 1663, l’illustre pittore e architetto bitontino Carlo Rosa progettò la nuova chiesa, diresse i lavori e realizzò i cartoni per gli affreschi interni. La consacrazione avvenne nel 1671 ad opera del vescovo Tommaso Acquaviva.
L’edificio presenta una pianta a croce greca, con una maestosa cupola centrale che poggia su pennacchi sferici e con volte a botte sui quattro bracci.
Il portale richiama lo stile barocco, mentre la parte superiore della facciata si distingue per la leggerezza dei pilastrini i cui capitelli sorreggono l’arco di chiusura. Al centro, una finestra classicheggiante con timpano aggiunge ulteriore eleganza alla composizione. Sul lato sud si innalza il campanile, una torre quadrangolare con due celle campanarie e una cupola piramidale. Il sistema di copertura delle volte, richiama le tipiche costruzioni dei trulli pugliesi.
All’interno, al centro dell’intersezione della croce greca, si apre una scenografica cupola affrescata nel 1703 da Vito Antonio de Filippis con la raffigurazione del Trionfo della Croce. Il resto della decorazione pittorica, attribuita a Carlo Rosa e alla sua scuola, illustra episodi dell’Antico Testamento. Sulla controfacciata si trovano le scene del profeta Giona e del martirio di Isaia.
La cappella di San Martino ospita oggi un dipinto di Francesco Speranza, realizzato nel XX secolo. Anche il tamburo e le vele di raccordo tra archi e cupola sono finemente affrescati.
L’altare principale, splendido esempio di arte decorativa, è realizzato con marmi rari e pregiati: diaspro di Sicilia, broccatello di Spagna, cipollino e bianco di Carrara, che conferiscono alla composizione una raffinata policromia.
Il pavimento, in maiolica, risale agli anni Sessanta del XIX secolo.
Inizialmente isolata tra le campagne, la chiesa è stata progressivamente inglobata nel tessuto cittadino e, a partire dal 1975, è diventata sede parrocchiale, confermando la sua centralità nella vita religiosa della comunità.
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