La Chiesa del Purgatorio fu fondata per volontà del vescovo Tommaso Acquaviva con l’intento di offrire alla Confraternita di Santa Maria del Suffragio uno spazio più ampio rispetto alla loro sede originaria, situata nella Chiesa di Santa Maria della Scala, o Purgatorio Vecchio, in Piazza Cattedrale, sotto Palazzo Giannone-Alitti.
Il terreno destinato alla nuova chiesa, concesso dallo stesso vescovo, era occupato da edifici di epoca medievale.
La costruzione iniziò nel 1670 su progetto dell’architetto Michelangelo Costantino, già autore del mausoleo Carafa nella Cattedrale, e venne consacrata nel 1688 dal vescovo Massarenghi.
L’elemento più distintivo della chiesa è la sua maestosa facciata a cuspide, arricchita da decorazioni ispirate ai temi della morte e della redenzione, in linea con i dettami della Controriforma. Il portale d’ingresso, incorniciato da un bugnato liscio, è particolarmente suggestivo: le sue lesene sono scolpite con figure di scheletri a grandezza naturale, simboli della caducità della vita.
Sull’architrave del portale, le metope sono decorate con figure scheletriche che indossano copricapi di papi, vescovi e sovrani, a indicare che la morte non risparmia alcuna condizione sociale. Il timpano è ornato da un bassorilievo raffigurante anime purganti che vengono salvate dagli angeli, a evocare la speranza nella redenzione.
L’interno della chiesa si sviluppa in un’unica navata rettangolare, delimitata da arcate e arricchita da sontuosi altari barocchi risalenti alla seconda metà del XVIII secolo. Un’eccezione è rappresentata dal secondo altare sulla sinistra, che conserva ancora i decori originali del Seicento.
Sulla parete di fondo domina l’altare maggiore, dove è collocata la statua dell’Addolorata, protagonista, insieme a quella del Cristo morto, della solenne processione del Venerdì Santo, un momento di grande devozione per la comunità bitontina.
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